Ecobonus e sismabonus anche per gli interventi su immobili diversi da quelli strumentali

Con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020, l’Agenzia delle Entrate ha definito che le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica e quelli antisismici spettano ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su tutti gli immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione come strumentali, beni merce o patrimoniali.

Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (ai sensi dell’articolo 1, commi 344 - 347, della Legge 296/2006) e quelli antisismici (ai sensi dell’articolo 16, comma 1-bis e seguenti, del DL n. 63/2013) spettano ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su tutti gli immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione come strumentali, beni merce o patrimoniali.
Così ha stabilito l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020, che - superando i chiarimenti forniti nei precedenti documenti di prassi - si allinea al prevalente orientamento della Corte di Cassazione.
Con la Circolare n. 36/2007 e la Risoluzione n. 303/2008, l’Agenzia aveva infatti escluso dall’agevolazione le società di costruzione e ristrutturazione edilizia che avevano eseguito gli interventi di riqualificazione energetica su immobili merce, in quanto costituenti “l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali”.
Lo stesso principio era stato ribadito anche nella successiva Risoluzione n. 340/2008, che aveva negato il riconoscimento del beneficio per gli interventi realizzati da società esercenti attività di pura locazione su immobili a destinazione abitativa.
La posizione restrittiva dell’Agenzia ha generato negli ultimi anni un gran numero di contenziosi sui quali è poi intervenuta la Corte di Cassazione (con le Sentenze n. 29162, 29163 e 29164 del 12 novembre 2019 e n. 19815 e 19816 del 23 luglio 2019) che, ribaltando la tesi dell’Amministrazione finanziaria, ha osservato come le norme non pongono alcuna limitazione di tipo oggettivo o soggettivo al riconoscimento delle detrazioni per gli immobili diversi da quelli strumentali.
Secondo i giudici, infatti, la ratio della legge consiste nella volontà di incentivare gli interventi di miglioramento energetico dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell’interesse pubblico a un generalizzato risparmio energetico.
La distinzione tra immobili strumentali, merce e patrimonio opera, quindi, solo sotto il profilo contabile e fiscale e non ha alcun rilievo in riferimento agli interventi agevolabili [1].

Sulla base dei suddetti principi, l’Amministrazione finanziaria si è uniformata a quanto deciso dai giudici della Suprema Corte, ammettendo la spettanza dell’agevolazione per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su tutti gli immobili delle imprese. Per ragioni di coerenza sistematica, la stessa previsione viene estesa anche ai lavori per la riduzione del rischio sismico (c.d. sisma bonus), in presenza dei requisiti necessari per la spettanza della detrazione.
Con riguardo al contenzioso in atto, gli Uffici dovranno tenere conto del nuovo orientamento, provvedendo a riesaminare le controversie pendenti e ad abbandonare la pretesa erariale, sempre che non siano sostenibili altre questioni.

[1] Unica eccezione riguarda gli immobili in locazione finanziaria, per i quali l’art. 2 comma 2 del DM 19 febbraio 2007 stabilisce che la detrazione compete all’utilizzatore e non alla società concedente.

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